Festival del Bacio
I edizione

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Il bacio è la comunicazione non verbale più diffusa al mondo.

Come ci suggerisce la scienza, nel bacio tra innamorati non c’è solo amore.
Il bacio è soprattutto veicolo di informazioni, chimica, che favorisce la mescolanza e subbuglio genico alla base della procreazione, che ci fa sentire per un attimo immortali. Il bacio attraverso la bocca è la porta per la nostra anima e solo chi riuscirà a schiuderla ne avrà l’accesso. Il “Bacio” è la comunicazione non verbale più diffusa al mondo, quell’impatto che libera energia e trasforma. Sulla trasformazione di esso abbiamo costruito il “Festival del Bacio”: la festa di un’intera città che, sulla base di un territorio comune, cerca nuove modalità di scambio.

Il “Festival del Bacio”, infatti, si propone sul territorio come evento partecipativo che coinvolge in ogni fase le comunità locali, incentivandole alla partecipazione attiva del progetto. L’evento si sviluppa nell’articolazione di differenti sezioni legate alle discipline di studio del laboratorio con la produzione e la collocazione sul territorio di dispositivi estetici aggreganti. Ogni dispositivo produrrà un’esperienza spettacolare in cui il pubblico, interagendo con esso, sarà autore dell’evento stesso.

Nello specifico, il laboratorio/collettivo lavora a creare un Format in fase progettuale,con la messa a punto di macchine estetiche, dispositivi di relazione, strumenti tecnologici per creare un’esperienza artistica diffusa su tutto il territorio che culmina in una grande festa collettiva. Il progetto però non può essere pensato come una sorta di traccia rigida perché la realizzazione stessa, gli eventi che si producono, non solo danno forma ai singoli oggetti ma connotano il progetto generale. Si potrebbe probabilmente parlare del format iniziale come un processo generativo che reagisce, per sua necessità intrinseca, alla casualità delle risposte che provengono dall’esterno e propaga un processo creativo. Una reazione a catena che si e dà forma e si trasforma collettivamente. Il format si sintetizza nel festival in base ai processi che ha innescato. Anche il collettivo al suo interno partecipa e risente della trasformazione generativa che la pratica stessa dell’arte innesca: uno dei processi più evidenti che viene prodotto dal lavorare ad un fine comune in un territorio comune è quello identitario: il riconoscersi parte di una collettività.Va però chiarito che questa modalità di lavoro sul territorio viene condotta attraverso un medium specifico: l’arte che si serve anche delle tecnologie, da un lato accattivando l’attenzione del pubblico, necessaria scintilla della creazione, e dall’altro per statuto costruisce uno spazio inclusivo e non esclusivo. Gli apparati tecnologici, arricchiti dei linguaggi della contemporaneità, sono funzionali alla costruzione di quel territorio comune in cui lavorare.

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